I SARACENI NEL LAZIO




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UNA ESPANSIONE IMPREVEDIBILE
                L'ISLAM IN ITALIA
I SARACENI NEL LAZIO



Nel VII secolo gli Arabi, dopo la predicazione di Maometto (570-632), che aveva creato una nuova religione e fondato un nuovo Stato, iniziarono una marcia inarrestabile verso Asia, Africa ed Europa, diffondendo il credo musulmano e dando vita ad un impero i cui confini si estendevano dalla Persia al Portogallo. Alcune delle operazioni di conquista nel Mediterraneo furono dovute all'intraprendenza dei Berberi, un popolo che da tempi antichissimi abitava l'Africa di nord-ovest (Tunisia, Algeria, Marocco), cioè il Maghreb.
In Italia Arabi e Berberi crearono gli emirati di Bari e di Sicilia. Ma i piccoli Stati dell'Italia meridionale furono tutti più o meno coinvolti in una serie di alleanze con i Musulmani, che di volta in volta lottavano a favore o contro i loro soci italiani.

I Musulmani ed i loro alleati italiani, dopo aver saccheggiato abbazie, monasteri e villaggi, si spartivano un bottino costituito essenzialmente da esseri umani. La maggior parte di costoro era destinata alla schiavitù. Per altri, che si trovavano in una situazione di agiatezza, veniva chiesto un adeguato riscatto. La schiavitù, comunque, era ammessa sia presso i Musulmani sia presso i Cristiani. Ed il relativo commercio veniva esercitato in grande stile da un parte e dall'altra. Vi si dedicavano con grande impegno, ricavandone ingenti guadagni, soprattutto Ebrei e Veneziani.  Per l'VIII secolo è accertata l'esistenza di un mercato di schiavi perfino dentro la città di Roma. A fare le spese di questa situazione era soprattutto la regione laziale, amministrata dal papato, che da solo non era in grado di contrastare militarmente gli attacchi provenienti dal Sud. Le razzie partivano da Napoli, Gaeta, Amalfi e da altre città che ospitavano  i mercenari africani.
Nel libro su "I Saraceni nel Lazio (VIII-X secolo)" vengono affrontati alcuni di tali problemi in forma di antologia: si tratta, infatti, di venti documenti originali con traduzione italiana a fronte. La parola, quindi, è lasciata agli stessi protagonisti, cristiani o musulmani che siano. Un tentativo per riuscire a comprendere un'epoca lontana e quasi sconosciuta, sulla quale più che verità circolano da secoli incredibili leggende.